L’arma preferita degli avversari del fascismo è oggi il luogo comune



L’arma preferita degli avversari del fascismo è oggi il luogo comune: essi infatti, in difetto di una fede e di una volontà da opporre alla formidabile opera restauratrice del governo di Mussolini, tentano raggrupparsi sotto sterili e vaghe formule e accreditare presso il popolo italiano, ritenuto facile ai subitanei oblii, le più turpi e provocatrici menzogne sotto cui celano la vergogna incancellabile di un obbrobrioso passato di tradimento e di fellonia. Tra i luoghi comuni più in voga è quello che il fascismo sia da considerarsi un passeggero fenomeno (aspetteranno un pezzo prima che “passi”!) originato dallo stesso stato di violenta deformazione psicologica che dette origine negli uomini del dopo guerra alle “esuberanze” socialiste: e che il ritorno alla normalità sarebbe stato più rapido e completo senza l’azione delle Camicie Nere, arrivate in ritardo per sovrapporsi ad una situazione già avviata verso l’equilibrio stabile in virtù “dell’innato buon senso” italiano. Questa storiella non è soltanto ripetuta come bassa arma polemica nelle schermaglie quotidiane: essa trova il suo apostolo e il suo divulgatore in un notissimo parlamentare socialdemocratico sotto il paterno governo del quale l’Italia subì l’onta di Valona e la liquidazione della vittoria; l’on. Bonomi, cui peraltro tornò comodo l’appoggio e la protezione fascista nelle elezioni del 1921. Bonomi ha persino scritto un libro per dimostrare la panzana di cui sopra: e gli stessi argomenti ritroviamo in ogni manifestazione dei variopinti avversari del fascismo, attraverso la chiacchiera che si intensifica in vicinanza delle elezioni, epoca più propizia, secondo il criterio democratico, per darla a bere. I fascisti sentiranno dunque ripetere tale sconcia favola ovunque gli avversari oseranno metter fuori la testa in cerca di suffragi: occorre perciò controbattere prontamente. Al vaniloquio noi rispondiamo con i fatti: essi sono là a smascherare la spudorata manovra di quanti credono che l’Italia abbia dimenticato i tremila morti della lunga e asprissima battaglia unicamente perché non abbassammo mai quelle memorie sacre al nostro cuore al livello dello sfruttamento partigiano! Fatti e non parole che dimostrano come gli anni più duri, più sanguinosi, più crudeli della nostra lunga vigilia siano stati appunto, oltre il 1919, il 1921 e 1922, quando cioè il “buon senso” avrebbe dovuto – secondo i nostri avversari – vincere da solo la violenza in piazza, l’impotenza al Governo, la complicità irresponsabile a Montecitorio e molto dopo l’occupazione delle fabbriche! La cronistoria che segue, riassunta negli episodi più sintomatici e più gravi, risulta da uno spoglio diligente fatto nella collezione del “Corriere della Sera”, giornale non certo sospetto di benevolenza a nostro riguardo: esso dimostra, e non saranno certo i libri di Bonomi ad attestare il contrario, che:

1° Gli anni 1921 e 22 furono veramente tragici in ogni plaga d’Italia;

2° Che il 23 – 24 segna un formidabile miglioramento, per non dire la totale cessazione di ogni episodio violento. Sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario: quanti scorreranno queste pagine rivivranno le scene più selvagge che disonorarono negli anni scorsi il buon nome italiano e che condussero la Patria vittoriosa alla pari dell’ultimo Stato balcanico. Non avremmo voluto rievocare sì tristi ricordi: vi siamo costretti dalla malvagità di coloro che, corresponsabili e correi di tanta rovina, osano ripresentarsi in aspetto di impudica verginità politica ad accaparrare presso l’opinione pubblica una parte, di merito nella restaurazione nazionale. Fu superflua l’azione implacabile del fascismo nell’Italia del 21-22? Osservino i troppi immemori! Quale data segue il giorno 2 marzo 1921? Lo strazio infame dei marinai ad Empoli, delitto che commosse e atterrì l’Europa intiera. Che registra la cronaca il successivo 7 marzo? L’agguato brigantesco ed infame di Casale Monferrato, dove tra gli altri trovarono la morte due vecchi soldati piemontesi e dove fu gravemente ferito l’onorevole De Vecchi. E il 25 dello stesso mese? La strage del “Diana” dove donne e fanciulli furono immolati alla solidarietà criminale con Enrico Malatesta seminatore di morti in ogni tappa della sua propaganda d’odio e di distruzione. E il 26 marzo? Quattro attentati dinamitardi. E il 18 aprile? L’imboscata di Foiano della Chiana: e così via, per tutto il 1922, fino allo sciopero “legalitario” sferrato in piazza mentre a Montecitorio si imbastiva il trucco collaborazionista allo scopo di soffocare “legalmente” nel sangue la riscossa già vittoriosa in Paese. Dove erano dunque allora gli odierni zelatori di libertà, i democratici che oggi vantano titoli nella lotta contro la violenza dei rossi, i popolari che si atteggiano a salvatori della Patria per aver collaborato a tutti i Ministeri, Nitti compreso, dalla comoda trincea di Montecitorio, gli unitari che si gloriano di aver frenato gli eccessi degli estremisti? Dove erano questi signori quando i nostri squadristi adolescenti seminavano del loro sangue generoso le aspre vie della nostra battaglia? Dall’altra parte: rassegnati o manutengoli inerti o complici, ma pronti sempre alla denigrazione e alla deformazione di ogni nostro atto, convinti del loro compito modesto e servile di battistrada del socialismo e in attesa del giorno in cui fosse piaciuto a Turati, difensore di Misiano, o a Treves, marchese di Caporetto, di acciuffare il governo d’Italia per precipitarla nella mediocrità impotente o nell’anarchia dissolvitrice in oltraggio ai cinquecentomila morti della grande guerra vittoriosa! Solo dunque fu il fascismo nell’ora del pericolo, solo con la sua fede e con la sua bandiera incontaminabile: e, se trovò talvolta al suo passaggio schiene pronte all’inclino, fu quando il calcolo elettoralistico, a noi sconosciuto, spinse verso il nostro movimento uomini e gruppi bisognosi di protezione e di coraggio: uomini che poi, passato l’attimo fuggente, ritrovammo ostili e inveleniti, stretti attorno alla Casa paterna di Miglioli. Leggano dunque gli italiani che nella pace raggiunta per virtù e per sacrificio fascista avessero dimenticato i giorni in cui bastava il capriccio di un organizzatore irresponsabile per far fermare l’attività lavorativa di intiere province: leggano e ricordino i tempi in cui la vita del Paese era paralizzata dagli scioperi ferroviari a ripetizione, gli ospedali lasciati al buio, le fabbriche disertate, i raccolti bruciati! Altro che libertà da riconquistare! Ricordino e meditino: soprattutto sulla infinita generosità fascista che ha lasciato tanta libertà ai vinti fino a permettere loro di millantare, al cospetto dei nostri Martiri e del nostro lungo sacrificio, nuovo diritto di cittadinanza nel ciclo storico apertosi con la Marcia su Roma che seppellì per sempre la loro opera nefanda.

Italiani, ricordate!

1920
(Primo semestre)

(*) I numeri in parentesi corrispondono a quelli della collezione del “Corriere della sera”.

9 gennaio – A S. Cesario (Modena) malviventi e sovversivi attaccano la caserma dei carabinieri. Un borghese ferito grave e molti feriti meno gravi (N. 9).
14 gennaio – Sciopero postelegrafonico in tutta Italia (N. 12). Anche i ferrovieri minacciano di scioperare. (N. 12).
20 gennaio – E’ proclamato lo sciopero dei ferrovieri in tutta Italia (N 17).
21 gennaio – L’equipaggio del postale “Città di Cagliari” si rifiuta di partire per la Sardegna il Ministero della Marina utilizza l’immediata iscrizione della nave nel naviglio militare e lo sbarco del personale lunghezza (N. 18).
23 gennaio – Due attentati ferroviari: uno fra Bucine e Montevarchi (linea Firenze – Roma): e l’altro alla Palombella (Ancona – Bologna): fortunatamente i colpi di fucili vanno a vuoto. Giornata di sciopero generale a Pisa e a Bari per solidarietà con i ferrovieri (N. 20).
4 febbraio – L’agitazione degli operai tessili provoca lo sciopero generale nel Bergamasco.
Sciopero agrario Ferrarese. Sciopero nelle Zolfatare siciliane (N. 30).
21 febbraio – Conflitto tra i carabinieri e socialisti, a Castelfranco di Sotto (Firenze) avendo voluto i socialisti penetrare a viva forza nei locali di un circolo cattolico per devastarlo. Due feriti gravi (N. 45).
1° marzo – 24 ore di sciopero generale a Milano provocato dagli incidenti di un comizio indetto dalla Lega proletaria fra mutilati ed invalidi di guerra: 17 feriti (N. 52).
10 marzo – Nuova agitazione dei ferrovieri (N. 61).
26 marzo – In un conflitto tra militari e contadini scioperanti a Barengo (Novara) cadono uccisi un soldato e due contadini. Molti feriti (N. 71).
5 aprile – Sanguinoso conflitto a Decima di Persiceto (Bologna), causato dallo sciopero agguato,tra carabinieri e scioperanti: 5 morti, numerosi feriti (N. 8).
7 aprile – In seguito ai conflitti di Decima scoppiano scioperi di solidarietà a Bologna, Pisa, Livorno, Modena, Genova, Firenze, Piacenza (N. 85).
15 aprile – Sciopero generale a Torino causato dalla volontà degli operai di governarsi nelle fabbriche con le commissioni interne (N. 92).
19 aprile – A Raiano (Abruzzi) vengono uccisi il Commissario Regio e due contadini durante un tumulto per l’aumento del canone sull’acqua (N. 95).
Sono sospesi tutti i treni diretti ai centri colpiti dagli scioperi (N. 98).
1° maggio – Il 1° maggio è turbato a Torino e a Pola da deplorevoli e sanguinosi tumulti. A Torino in un comizio vengono lanciate due bombe contro le Regie Guardie che reagiscono: un agente morto e uno moribondo. Due cittadini morti e quaranta feriti. A Pola conflitto tra la forza pubblica e i comizianti: due morti, parecchi feriti. A Mordano (Imola) un comizio di popolari, tenuto in locale chiuso, viene assalito dai socialisti, 5 feriti, tutti popolari. A Paola (Reggio Calabria) popolari e ferrovieri, iscritti al Sindacato Ferrovieri, vengono a conflitto: 3 morti e molti feriti (N. 105).
4 maggio – Un morto e due feriti ad Imola in un conflitto avvenuto durante l’inaugurazione della statua di Andrea Costa (N. 106).
La forza pubblica viene aggredita con bombe a Livorno: 1 morto e trenta feriti nel conflitto. I ferrovieri impediscono, a Bologna, la partenza ai carabinieri per Viareggio. Un morto in un conflitto tra gli operai del Cotonificio Poma e la forza nel Biellese (N. 107).
24 maggio – A Roma un corteo di studenti nazionalisti che avevano commemorato la guerra italiana è assalito in Via Nazionale dalle Guardie Regie: 8 morti, 40 feriti. (N. 124).
A Palermo tafferugli per il 24 maggio; un agente ucciso (N. 125).
25 maggio – Conflitto tra leghisti bianchi e leghisti rossi a San Giorgio (Legnano): 10 feriti.
8 giugno – Sciopero generale a Bari. Le leghe bianche nel Trevigiano commettono soprusi, violenze, estorsioni.
9 giugno – Nitti si presenta dimissionario alla Camera dopo aver revocato il decreto – legge (già firmato da S. M. il Re) sul pane. Sciopero generale a Trento. Un morto e quattro feriti durante una dimostrazione (N. 139).
11 giugno – Treni fermati ad Alessandria per non lasciar partire 90 carabinieri (N. 141). Sciopero ferroviario nel compartimento di Milano. Tumulti e violenze a Trieste. Molti feriti gravi (N. 141).
14 giugno – Treni con materiali militari in Albania sono fermati dai ferrovieri ad Ancona che si rifiutano di farli proseguire (N. 143). Scioperi parziali delle ferrovie secondarie in Alta Italia (N. 150).
23 giugno – Conflitti e tumulti a Milano provocati da comunisti e sindacalisti.
Prolungato scontro in Via Dante a Milano morti e molti feriti. Sciopero generale a Milano (N. 150-151).
28 giugno – Ammutinamento dei bersaglieri dell’11° Reggimento ad Ancona (Caserma Villarey) che doveva partire per l’Albania. Elementi socialisti si uniscono alla rivolta. Ancona per alcune ore viene occupata dai ribelli che si impadroniscono dei forti. Nel conflitto tra rivoltosi e forza pubblica: 10 morti. Le altre unità militari non si uniscono alla rivolta e rimangono obbedienti agli ordini dei superiori (N. 154).
29 giugno – Sanguinosi conflitti a Forlì e a Cesena. Assalto anarchico a Pesaro contro una polveriera e una caserma subito respinto dai carabinieri Tumulti nelle Marche e in Romagna (N. 156).

1920
(Secondo semestre).

30 giugno – A Porto Civitanova (Macerata) gruppi di rivoltosi tentano di dare l’assalto alla caserma dei carabinieri che li respingono. Un morto. Lo sciopero generale continua in Umbria. Grave conflitto a Brindisi: un morto e sei feriti. Conflitto fra leghisti e mezzadri nel Ferrarese: due feriti (N. 157).
1° luglio – Sanguinoso conflitto a Gioia del Colle fra proprietari e contadini: 4 morti, due moribondi, 7 feriti (N. 158)
2 luglio – E’ diramato il seguente comunicato Stefani sui tumulti nella provincia di Ancona: “Nei recenti moti di questa provincia si sono avuti a deplorare complessivamente 24 morti, di cui 22 in Ancona, uno a Fabriano ed uno a Jesi. Inoltre nel comune di Ancona vi sono stati 411 arrestati, dei quali 356 rilasciati e 55 denunciati. Sono stati sequestrati un’ingente quantità di armi, munizioni ed esplosivi, due camions due mitragliatrici e della benzina. Nel comune di Chiaravalle vi sono stati 13 arrestati, dei quali 8 rilasciati e 5 denunciati. L’esito delle perquisizioni è stato negativo. “Nel comune di Osimo gli arrestati sono stati 35, dei quali denunciati all’autorità giudiziaria solo 8. Sono state anche sequestrate armi. “Nel comune di Jesi gli arrestati ammontano a 50, i rilasciati a 25, i denunciati a 40, di cui 21 ancora latitanti. Sono state inoltre sequestrate armi, 43 casse di munizioni per fucili, mitragliatrici, esplosivi di varia qualità, 10 casse di benzina. “Infine nel comune di Fabriano vi sono stati 32 arrestati dei quali solo due denunciati”. L’on. Quarantini è arrestato per oltraggio ai carabinieri, però immediatamente rilasciato (N. 159).
5 luglio – Il vescovo di Cremona Mons. Gazzani, deplora i metodi estremisti dell’on. Miglioli e delle organizzazioni bianche in una circolare mandata alla Diocesi (N. 160).
14 luglio – Gravi tumulti di Trieste: due morti e 25 feriti: L’Albergo Balkan è quasi completamente distrutto. Conflitto fra leghisti e carabinieri a Oniano Pisano: un morto e due feriti (N. 170).
20 luglio – Gravi conflitti a Roma: i cittadini, indignati dalla tracotanza dei tranvieri rossi, li malmenano. E’ proclamato lo sciopero generale (N. 174). Un pacifico cittadino è barbaramente ucciso a bastonate dai socialisti mentre gridava Viva l’Italia!
21 luglio – Alla notizia dello sciopero generale a Roma avvengono a Torino tumulti di notevole gravità. Gli ufficiali sono aggrediti e percossi per le strade. Sono lanciate due bombe. Alcuni feriti.
26 luglio – Conflitti tra leghisti e popolari. A Ospitale Modenese due morti e alcuni feriti. Conflitto a Randazzo (Sicilia) tra contadini e forza pubblica: 7 morti (N. 179).
2 agosto – Un morto ed un ferito in un conflitto provocato da un’aggressione ai carabinieri a Millesimo (Savona) (N. 185).
9 agosto – Selvaggio conflitto nel Bolognese tra leghisti e guardiani di un fondo (a Forcania presso Medicina). Quattro morti, alcuni feriti (N. 190). Uno dei guardiani è barbaramente trucidato sotto gli occhi della moglie e dei suoi bambini. Continuano le agitazioni agrarie nel Bolognese.
17 agosto – Ad Abbadia S. Salvatore, i socialisti assalgono una processione religiosa: 4 morti in chiesa (N. 198).
23 agosto – Conflitto tra socialisti e carabinieri a Poggibonsi. Un morto e tre feriti (N. 203).
30 agosto – Gli operai metallurgici milanesi, indisturbati, prendono possesso delle officine per prevenire una serrata industriale (N. 209).
1° settembre – Altre officine vengono occupate a Milano e a Roma. La minaccia a Napoli (N. 210). Gli stabilimenti di Torino vengono occupati dalle maestranze (N. 211).
2 settembre – Sciopero generale politico in tutta la Venezia Giulia (N. 212).
8 settembre – Gli industriali pongono come condizione per la ripresa delle trattative lo sgombero delle officine (N. 216).
Sanguinosa rivolta a Trieste durante il funerale del morto negli incidenti del 2 settembre. Una Guardia Regia uccisa, carabinieri e borghesi feriti (N. 217).
Altri conflitti a Trieste. Un morto e 20 feriti (N. 218).
10 settembre – Continuano i conflitti a Trieste. Tre morti (N. 220).
13 settembre – Due morti a Torino durante l’aggressione di alcuni operai contro l’ing. Debenedetti (N. 221).
14 settembre – Alcuni ufficiali sono assaliti dai socialisti a Voghera e feriti. Gli stabilimenti tessili nel Biellese sono ancora occupati (N. 222).
16 settembre – I rappresentanti degli industriali e degli operai metallurgici sono convocati a Torino dal Presidente del Consiglio, On. Giolitti (N. 223).
18 settembre – Alcuni ufficiali vengono aggrediti e disarmati a Torino (N. 225).
22 settembre – Una serie di conflitti a Torino: tumulti durante il funerale di un operaio. Una Guardia e due cittadini uccisi. La forza procede all’assalto dello stabilimento Gilardini occupato dagli operai (N. 229).
23 settembre – I socialisti uccidono un carabiniere a Pola (N. 230). A Venezia le maestranze socialiste si rifiutano di far viaggiare le truppe che andavano sui piroscafi in soccorso dei Paesi del Veneto allagato. (N. 230).
29 settembre – Sciopero di due ore in tutta l’Italia. Incidenti e conflitti.
14 ottobre – Durante una manifestazione anarchico – socialista a Milano tumulti e ferimenti. Un morto e vari feriti. Un morto e 9 feriti durante lo sciopero di due ore degli addetti ai pubblici servizi in tutta Italia. 11 morti e 100 feriti durante una battaglia tra carabinieri e contadini a S. Giovanni Rotondo (Foggia) (N. 248).
22 novembre – Gravissimi conflitti durante l’insediamento del nuovo Consiglio comunale socialista a Bologna. Dalle finestre del Palazzo Comunale vengono lanciate bombe sulla folla. Nell’aula la maggioranza socialista spara sulla minoranza. Vengono nell’aula gravemente feriti l’avv. Giulio Giordani che muore subito e l’avv. Collina. Negli incidenti che poi scoppiano in vari punti della città 7 morti e 60 feriti (N. 280).
20 dicembre – Quattro morti e numerosi feriti a Ferrara in una criminosa imboscata socialista (N. 305).
29 dicembre – Fiume è bloccata dal giorno 22. D’Annunzio cede i poteri al Consiglio comunale (N. 311).

1921
(Primo semestre)

7 gennaio – Un camion con 20 fascisti, a Pola, è fatto segno ad un attentato: due feriti (N. 7).
10 gennaio – Conflitto tra fascisti e socialisti a Bologna due feriti. Una comitiva di socialisti s’imbatte a Rovigo, dopo la mezzanotte, mentre cantava l’Internazionale, con un gruppo di fascisti: tre feriti (N. 8).
Agguato socialista ad Abramo Vercellese contro alcuni ex ufficiali che volevano cancellare una lapide ingiuriosa apposta dai socialisti ad Abramo Vercellese per i caduti in guerra qualificati vittime del capitalismo borghese. Nel conflitto un moribondo e un morto (l’avv. Aldo Milano) (N. 9). Uno stabilimento in costruzione a Biella, appartenente ad un gruppo di capitalisti francesi, viene demolito per ordine degli azionisti francesi, impauriti dall’occupazione delle fabbriche (Lo stabilimento appartiene alla Soc. An. Italo – francese Textor con 50 mil. Di capitale) (N. 9). Il disservizio postale preoccupa tutta la stampa: perfino l’ “Avanti” scrive: “I ritardi postali che si verificano in questi giorni sono veramente spettacolosi. Ad essi è dovuto se molti comunicati e molte notizie non possono essere pubblicate” (N. 9).
11 gennaio – Sciopero di becchini a Torino: i trasporti funebri sono eseguiti dai parenti (N. 10).
13 gennaio – Il Sindaco di Ferrara Bongianchino, è arrestato insieme al Segretario della Camera del Lavoro Zirardini con mandato di cattura che accenna a complicità in omicidio in occasione dei fatti di Ferrara (N. 13).
17 gennaio – Movimentata dimostrazione fascista a Bologna contro l’onorevole Zanardi (N. 14). Conflitto fra fascisti e socialisti ad Albate (Como): un morto ed un ferito (N. 14).
Violenta dimostrazione a Bologna contro l’onorevole Bucco che fugge dalla città (N. 15).
18 gennaio – Avendo l’amministrazione socialista di Ponticelli (Napoli) fatto togliere i crocifissi nelle aule delle scuole e i ritratti dei Sovrani nel Municipio, la popolazione indignata dà l’assalto alla Casa comunale (N. 16).
20 gennaio – Si dà la notizia che 48 socialisti ricercati dalla polizia sono riparati a San Marino. Gravissimo conflitto a Castellammare di Stabia provocato da quella Amministrazione comunale socialista che aveva deciso di cambiare i nomi delle strade. La popolazione indignata dà l’assalto al Municipio, dal quale vengono gettate alcune bombe: 8 morti e 15 feriti. Sciopero generale (N 18).
21 gennaio – Dimostrazioni di impiegati in tutti i Ministeri. Essi chiedono aumenti e miglioramenti economici (N. 19).
24 gennaio – Violenta battaglia a Modena durante i funerali dello studente fascista Ruini ucciso in un conflitto precedente: due morti, 15 feriti. Sciopero generale. Battaglia a Perugia fra fascisti e comunisti: 8 feriti. Conflitto a Vignole Barbera (Nuovi Ligure): un morto e tre feriti (N. 21).
25 gennaio – Il Governo ordina il disarmo di tutti i cittadini nelle province di Bologna, Modena e Ferrara. Sciopero generale a Bologna (N. 22).
27 gennaio – Fascisti aggrediti dai socialisti a Cecina: 10 feriti. Il Sindaco e due assessori arrestati. Sciopero generale a Firenze (N. 23).
Conflitti a Firenze durante lo sciopero generale una dozzina di feriti, fra cui alcuni gravi. Socialisti dimostranti devastano la sede del Fascio di Arezzo. Sciopero di 24 ore dei postelegrafonici a Roma. I ferrovieri di Roma non fanno partire e deviano i treni per Firenze (N. 24).
31 gennaio – La Commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti di Bologna termina i suoi lavori, presentando alla Camera due relazioni, una di maggioranza, una di minoranza (N. 27). Undici feriti nei conflitti fra fascisti e comunisti nel Cremasco. (N. 27).
8 febbraio – A Monte San Giusto (Macerata) alcuni socialisti aggrediscono brutalmente un certo Ciai accusato di simpatizzare con i fascisti. Costretto a difendersi, l’aggredito spara: due morti e due feriti (N. 30). Serrata generale nel Ferrarese contro il disarmo (N. 31). Due morti a Busetto in un’aggressione di comunisti contro fascisti e agrari (N. 33).
9 febbraio – Tumulti a Trieste per l’uccisione di un carabiniere. Arresti in massa. Conflitto a Fiume tra ubriachi che inneggiavano a Zanella e carabinieri. Un morto e due feriti (N. 35).
10 febbraio – Risultati dell’inchiesta del “Corriere della Sera”sui furti in ferrovia a Milano: furti per 8 milioni, 117 vagoni spiombati in un giorno (N. 36).
11 febbraio – Disordini e violenze nel cantiere di Monfalcone: un morto e cinque feriti (N. 37).
21 febbraio – Un morto e vari feriti a Tara in un conflitto tra legionari fiumani aggregati al 74° fanteria e alcuni socialisti (N. 45).
22 febbraio – Un morto e due feriti a Spinazzola (Bari) in un conflitto tra fascisti e comunisti (N. 46).
24 febbraio – Sciopero generale a Bari: un morto in un conflitto, 4 fascisti assassinati a Minervino Murge (N. 48).
28 febbraio – Conflitto tra fascisti e socialisti a Firenze. Scoppia una bomba contro un corteo patriottico, 3 morti e 28 feriti. Sciopero ferroviario (N. 50).
29 febbraio – Altra giornata di tumulti sanguinosi a Firenze: 2 morti e 22 feriti. Un fascista è ucciso in un’imboscata a Trieste. La Camera del Lavoro, per rappresaglia, è incendiata. 4 morti nei conflitti di Cerignola (N. 51). Sciopero ferroviario a Pisa, Lucca e Livorno (N. 51).
1° marzo – Il cantiere di San. Marco a Trieste è incendiato dai comunisti. Continuano i conflitti tra comunisti e fascisti (N. 52)
2 marzo – Un camion con carabinieri e marinai che andava da Livorno a Firenze è barbaramente assalito ad Empoli da una folla di comunisti. Quattro militi uccisi, 1 moribondo, 7 feriti tutti marinai (N. 53). La folla dei sovversivi fa orribile scempio dei cadaveri.
4 marzo – Alcuni fascisti vengono aggrediti a Fucecchio (Firenze): un morto e due feriti (N. 55). Una folla di comunisti dà l’assalto alla villa del marchese Serlupi a San Casciano (Pisa): un morto e tre feriti (N. 55).
7 marzo – Un corteo patriottico è assalito dai comunisti a Casale Monferrato: 4 morti e 15 feriti(N. 57) tutti fascisti, tra essi 2 vecchi tamburini piemontesi uccisi e l’On. De Vecchi gravemente ferito.
14 marzo – Un possidente viene proditoriamente ucciso nel Ferrarese da leghisti (Alberto Tognolo). Tre studenti fascisti feriti a Livorno in un’aggressione socialista (N. 63).
20 marzo – Un conflitto tra fascisti ed anarchici a Milano: due morti e diversi feriti (N. 68).
21 marzo – Conflitti con morti e feriti nel Ferrarese (N. 69).
Conflitto a Milano: un morto (N. 69).
22 marzo – Un morto e un ferito nel Cremonese in un conflitto tra agrari e socialisti (N. 70).
25 marzo – Orrenda strage al Teatro “Diana” a Milano: 23 morti, tra cui molte donne e bambini, e un centinaio di feriti. La bomba fu gettata dai sovversivi. Molti dei feriti rimangono orribilmente mutilati.
26 marzo – Quattro attentati dinamitardi:
Uno sulla linea Genova – Ovada.
Uno sulla Vicenza – Thiene.
Uno alle carceri di Schio.
Uno sulla linea Borgo San Donnino – Castelguelfo (N. 73).
27 marzo – Due carabinieri sono assassinati dai socialisti a Carmignano (Firenze) (N. 76).
28 marzo – Un tenente è assassinato dai comunisti a Portomaggiore (Ferrara). Tumultuosa giornata ad Alessandria; due morti (socialisti) (N. 75).
4 aprile – Nei tumulti di Pescara 10 feriti. 20 feriti a Cavarzere in uno scontro tra anarchici e fascisti (N. 81).
5 aprile – Un morto e 5 feriti nell’alto Modenese in un conflitto tra popolari e socialisti (N. 82).
8 aprile – Un morto e 15 feriti a Venezia in un conflitto tra fascisti e socialisti (N. 85).
11 aprile – Due morti e numerosi feriti presso Siracusa in un conflitto tra fascisti e socialisti (N. 86).
13 aprile – Un conflitto con un morto a Pisa (N. 89).
14 aprile – Battaglia tra socialisti e fascisti a Livorno: due morti e dieci feriti (N. 90).
18 aprile – Imboscata di contadini presso Arezzo a Foiano della Chiana contro una squadra di 22 fascisti: 4 morti, vari feriti. Due morti a Borgo S. Sepolcro. Il vecchio padre di un fascista è ucciso spietatamente a Città della Pieve (N. 93).
19 aprile – Una battaglia per le vie di Parma: due morti. Altri 4 morti in Toscana per i fatti di Foiano. (N. 94).
20 aprile – Parecchi morti tra cui tre fascisti in un conflitto ad Ortanova (Bari) (N. 95).
25 aprile – Una zuffa tra fascisti e tedeschi a Bolzano: un morto e molti feriti. Un mutilato assassinato a Torino da un comunista (N. 99).
26 aprile – Violenta mischia alla Camera del Lavoro di Torino. Un altro fascista (Amos Maranotti) viene ucciso. 4 morti e 100 feriti a Caltanissetta durante i funerali di uno studente (N. 99).
27 aprile – Un morto e due feriti a Venezia (N. 100).
1° maggio – Il bilancio della “festa” del lavoro: Un fascista misteriosamente ucciso a Trieste. Due morti e un ferito a Cavriago (Reggio Emilia). Un morto e 2 feriti a Ravenna. 4 fascisti e 5 socialisti feriti a Rieti. 4 feriti nel Bellunese. 5 feriti in un conflitto a Muggia (N. 104).
3 maggio – Gravi conflitti a Pietrasanta, a Borgo, a Buggiano, a Pontedera e a Pisa. Sciopero generale a Magenta (N. 106).
7 maggio – Agitazione degli impiegati statali a Roma (N. 109). 4 morti e un ferito, tutti fascisti, a Cittadella in un conflitto tra fascisti e carabinieri. Un fascista mortalmente ferito nel Lucchese (N. 109).
9 maggio – Sette morti e 17 feriti a Castelvetrano (Potenza). Uno studente ucciso a Taranto dai comunisti. Un operaio ucciso e vari feriti ad Ascoli.
13 maggio – Un morto e tre feriti in un conflitto tra fascisti e socialisti a Torino. Un morto a Corato (N. 115).
16 maggio – Due morti e vari feriti a Fagnano Olona. Agguati di slavi in Istria: vari morti e molti feriti. Due morti e dieci feriti in un furioso conflitto nel Mantovano. Due fascisti proditoriamente uccisi a Castelnuovo Scrivia. Un fascista, Riccardo Caloria, viene ferito, strangolato e lapidato a Borgo Vercelli. Conflitti in ogni parte d’Italia in occasione delle elezioni generali.
4 feriti ad Alessandria. Sanguinosi conflitti nei paesi vesuviani: due morti e molti feriti gravi. Morti e feriti in Puglia, a Noci e a Cerignola. Un fascista è ucciso da un comunista a Pisa. Un carabiniere ucciso a Treviso. Un agente pugnalato durante un comizio socialista a Sondrio. Un morto e due feriti nel Veronese. In Puglia, nei conflitti della domenica, vi sono stati una decina di morti e 60 feriti. Altri due fascisti uccisi in Sicilia (N. 116).
17 maggio – Due morti e alcuni feriti negli incidenti della Toscana. Un morto e vari feriti nel Vicentino. Un agente ucciso a Spezia. Un morto a Dolo. Un fascista morto nel Piacentino. Guardia Regia disarmata e uccisa dopo una dimostrazione comunista a Milano (N. 118).
18 maggio – 5 morti a Spezia nei conflitti del 17. Muore un fascista ferito nei fatti di Fagnano (Gallarate). Venti carabinieri, sorpresi in un agguato nelle vicinanze di Orvieto, lasciano 1 morto e 5 feriti (N. 119).
19 maggio – Civitavecchia, divenuto covo di sovversivi, è occupata militarmente dopo un conflitto con morti e feriti (N. 120).
20 maggio – Tre morti e vari feriti in un conflitto a Chiusi (N. 121).
23 maggio – Due fascisti uccisi e tre feriti presso Lucca con macigni rotolati da un monte (N. 122).
30 maggio – 4 morti in un conflitto a Modica tra fascisti e socialisti. (N. 128).
Due giovanetti fascisti uccisi in un brutale assalto di comunisti a Vercelli. Altri due fascisti uccisi in Toscana (N. 129).
31 maggio – Gli impiegati dello Stato decidono lo sciopero bianco e l’ostruzionismo (N. 130).
2 giugno – Prevale la tendenza sindacale nel congresso dei magistrati a Firenze (N. 131).
3 giugno – Il Consiglio dei Ministri approva il regolamento sulla nominatività dei titoli. Un fascista è trucidato e tagliato a pezzi in un circolo comunista a Firenze (N. 132).
7 giugno – A Lerma (Nuovi Ligure) grave conflitto tra popolani e socialisti avendo questi sfregiato il tricolore: un morto ed un ferito (N. 136).
11 giugno – Un morto e due feriti a Milano in un conflitto tra fascisti e socialisti. Tre morti e feriti in ripetuti scontri tra comunisti e fascisti nell’Aretino (N. 139).
13 giugno – Un morto in una battaglia tra socialisti e fascisti a Portovenere (N. 140).
14 giugno – Un conflitto tra fascisti e comunisti a Venezia; i ferrovieri dichiarano lo sciopero: due morti alcuni feriti.
Un morto in un conflitto a Sarzana. Un morto e vari feriti in Puglia (Minervino) (N. 141).
15 giugno – Un altro morto a Venezia. Un fascista è ucciso e altri fascisti vengono feriti in un’aggressione socialista nel Cremonese (N. 142).
17 giugno – Nuovi disordini a Venezia dopo i funerali delle vittime del 14. Un morto e 10 feriti. Un morto ed alcuni feriti in Umbria (N. 145).
20 giugno – Un fascista morto e tre feriti a San Benedetto Po. (N. 146).
21 giugno – Un fascista ucciso ed un ferito in un agguato presso Mantova (N. 148).
23 giugno – Un altro morto a Sermide (Mantova) (N. 149).
27 giugno – Cinquanta feriti ad Altavilla Irpina (Avellino) in uno scontro tra combattenti e socialisti. A Santa Maria Maddalena (Ferrara) un morto ed un ferito durante una discussione tra fascisti e socialisti sul caroviveri (N. 153).
29 giugno – Un fascista è ucciso a tradimento da tre fratelli comunisti a Firenze. Un fascista è ucciso a Grosseto (N. 155).

1921
(Secondo semestre)

1° luglio – Due morti e 14 feriti in un’altra giornata di tumulti a Grosseto (N. 156).
2 luglio – Muoiono tre dei feriti a Grosseto. Un morto e un ferito in un conflitto a Rignano (Firenze) tra fascisti e comunisti (N. 157)
4 luglio – Scambi di revolverate a Ischitella (Foggia) (N. 158). Battaglia a Sestri Ponente tra fascisti, comunisti e forza pubblica (N. 159).
6 luglio – Sciopero di due ore a Roma per celebrare la fusione della Camera Sindacale del Lavoro con la Camera Confederale del Lavoro (N. 161).
11 luglio – Un alpino, l’allievo sottufficiale Aldo Campiglio di 19 anni, è ucciso a Torino in un’imboscata dai comunisti (N. 164). Un ex capitano ucciso da un anarchico ad Imola. Nelle rappresaglie fasciste 6 feriti (N. 164).
12 luglio – Un altro feroce delitto comunista a Torino. Lo studente fascista, Dario Tini, è ucciso da un comunista (N. 165). Battaglia fra socialisti e fascisti a Viterbo: un morto e vari feriti (N. 165).
13 luglio – Un’automobile che passava per Viterbo è scambiata dagli arditi del popolo per un’automobile fascista. C’era invece una famiglia inglese. Fatti segno di fucilate, uno dei passeggeri è ucciso, quattro sono feriti (N. 166). Continuano i conflitti a Viterbo tra i fascisti e gli arditi del popolo.
14 luglio – Sei feriti in un conflitto nel Mantovano (N. 167).
18 luglio – 5 morti e una ventina di feriti in furibondi scontri nel Carrarese tra fascisti e comunisti. Un morto e una decina di feriti in Istria (N. 171).
19 luglio – Giornata di conflitti a Livorno. Una trentina di feriti, 3 moribondi. Altro morto a Bologna in un conflitto tra fascisti e carabinieri.
22 luglio – Sanguinoso scontro a Sarzana seguito da selvagge aggressioni comuniste. Una quindicina di morti e una cinquantina di feriti (N. 174).
23 luglio – Conflitto presso Imola. Un morto e due feriti (N. 175).
25 luglio – Un fascista ucciso nel Grossetano in uno scontro (N. 176). Un contadino ucciso e due feriti nel Senese. Fascista ucciso dagli arditi del popolo a Bassano (N. 177).
4 agosto – Giornata di sciopero a Crema. Un morto e un ferito a Firenze in un conflitto tra fascisti e socialisti (N. 186).
8 agosto – Un morto e feriti a Trino Vercellese (N. 189).
9 agosto – Il Fascio di Trieste è incendiato. Numerosi feriti in conflitto tra fascisti e la forza pubblica (N. 190).
10 agosto – Un fascista è ucciso a tradimento a Piacenza (N. 191).
11 agosto – Due fascisti uccisi e numerosi feriti in una battaglia di fascisti con comunisti a Lugo (N. 192).
12 agosto – Un morto e numerosi feriti a Suzzara (Mantova) (N. 193).
15 agosto – Un altro conflitto presso Bologna: un morto e un ferito.(N. 195).
18 agosto – Il capo degli arditi del popolo ucciso in uno scontro coi carabinieri a Gavorrano (Grosseto) (N. 198).
22 agosto – Fascisti aggrediti nel Mantovano. Un morto e alcuni feriti (N. 201).
Un fascista ucciso presso Rovigo in un agguato comunista (N. 202).
29 agosto – Fascista ucciso a tradimento a S. Giovanni in Persiceto. Carabinieri assaliti da arditi del popolo a Montebello Vicentino. Un milite ucciso a colpi di mazza (N. 206).
31 agosto – Incomincia lo sciopero degli operai tessili (N. 209).
6 settembre – Fascista ucciso da arditi del popolo a Bologna. Un fascista ucciso ed uno ferito in un conflitto presso Cremona. Una decina di feriti negli scontri del Pisano (N. 213).
19 settembre – Due morti a San Benedetto (Pisa) in un conflitto tra arditi del popolo e fascisti (N. 224).
22 settembre – Il sotto-prefetto di Fermo accoltellato da un anarcoide (N. 228).
27 settembre – Sciopero generale in Puglia. Sanguinoso conflitto tra fascisti e Guardie Regie a Modena: 8 morti e 25 feriti. Tra i feriti l’on. Vicini deputato fascista per Modena (N. 231). Due morti in un conflitto ad Orta Nova (Foggia).
3 ottobre – Un conflitto a Brescia per difendere il tricolore: un morto e 6 feriti. Un fascista ucciso a coltellate a Carpi (Modena). Carabinieri assaliti da arditi del popolo a Stia (Casentino). Un morto e un ferito tra i sovversivi (N. 237).
4 ottobre – Tumulti a Trieste: un morto e vari feriti. Sciopero generale (N. 238).
17 ottobre – Due morti e 6 feriti presso Empoli in uno scontro tra fascisti e comunisti (N. 248).
18 ottobre – Un morto, un moribondo, vari feriti in uno scontro nel Cremonese. Un morto due feriti nel Modenese. Un fascista ucciso con due coltellate a Bologna. Un giovane fascista ucciso presso Empoli. Un morto e due feriti nel Padovano (N. 249).
31 ottobre – Due morti e 4 feriti in un conflitto presso Sarzana tra fascisti e arditi del popolo (N. 261).
4 novembre – Un carabiniere ucciso e uno ferito in una aggressione notturna di sovversivi a Massa (N. 265).
8 novembre – Un morto e due feriti nel Cremonese in uno scontro tra fascisti e socialisti (N. 268).
10 novembre – Giornata di sciopero e di torbidi a Roma. Conflitti con due morti e 150 feriti (N. 270).
16 novembre – Un fascista ucciso a Stradella (Pavia).
24 novembre – Luttuosi incidenti a Trieste. Un morto e un ferito (N. 282).
25 novembre – Altri incidenti a Trieste. Lancio di bombe e di petardi (N. 283).
29 novembre – Un maresciallo dei carabinieri è ucciso a Udine mentre perquisiva dei comunisti (N. 285).
12 dicembre – Sanguinoso conflitto a Rosate (Milano). Un morto e tre feriti (N. 296).
13 dicembre – Sciopero generale a Cremona (N. 297).
27 dicembre – Un morto e 12 feriti nei conflitti tra fascisti e socialisti nel Mantovano (N. 310).
28 dicembre – Un morto e due feriti tra comunisti che si scambiano rivoltellate per equivoco a Ponte San Giovanni (Perugia) (N. 311).

1922
(Primo semestre)

1° gennaio – L’anno nuovo incomincia nella provincia di Mantova con un nuovo episodio di violenza. Il Segretario politico del Fascio di Acquanegra sul Chiese, Oreste Ferrari, viene aggredito da una massa feroce di comunisti. E’ ferito gravemente e ferisce per difendersi un comunista. A Lugo un fascista, Lorenzo Falzani, è aggredito e ucciso da alcuni comunisti. A Sedriano una perquisizione d’armi provoca un conflitto tra carabinieri e comunisti. Una donna è uccisa e un operaio è ferito. Sciopero di protesta (N. 1).
2 gennaio – Gravi disordini a Massalombarda. Due fascisti e una ragazza feriti in un agguato comunista. A Scansano (Grosseto) conflitto tra fascisti e comunisti. Un morto. A Pieve di Cento un fascista viene gravemente ferito. Un morto ed alcuni feriti a Sant’Antonio di Susa (Torino) in seguito a ribellione di alcuni malviventi ai carabinieri che dovevano procedere all’arresto di un omicida (N. 2).
5 gennaio – Sono sparate alcune rivoltellate contro il treno di lusso Milano – Torino. E’ ferito l’ex deputato Compans di Brichanteau (N. 5).
9 gennaio – A Bergiola (Carrara) violenta battaglia tra fascisti e comunisti: 3 morti e 6 feriti (N. 7). A Cotrebbio di Calendasco (Piacenza) tragica rissa in una osteria. Un simpatizzante fascista è ucciso dai comunisti. A Tegovia presso Sociville (Siena) una quarantina di comunisti aggrediscono in un agguato 4 fascisti che tornavano a casa. I fascisti sono feriti gravemente (N. 8).
12 gennaio – Conflitto tra fascisti e sovversivi a Cecina (Pisa) mentre questi sobillavano un gruppo di reclute. Quindici feriti e 4 arresti (N. 10).
17 gennaio – Muore a Prato il tenente fascista Federico Guglielmo Florio assassinato da un anarchico (N. 14).
19 gennaio – Muore a Parma il fascista Pio Costa gravemente ferito in una imboscata comunista (N. 17).
23 gennaio – Alcuni fascisti feriti in un conflitto con i carabinieri a Formignana (Ferrara) (N. 20). Boicottaggio degli scaricatori del porto delle navi ancorate nel porto di Genova (N. 20).
24 gennaio – Sciopero generale di protesta nelle Puglie contro le “intollerabili violenze” dei fascisti (N. 21).
26 gennaio – Scoppia una bomba a Casciana (Lunigiana) contro una casa: un morto.
31 gennaio – 6 feriti in uno scontro tra fascisti e comunisti a Caldana (Grosseto) (N. 25).
14 febbraio – Cinque fascisti feriti a Trieste. Due fascisti feriti nel Sarzanese in battaglia con i comunisti.
16 febbraio – Un fascista è ucciso proditoriamente da un assessore socialista ad Aquadello. Due feriti in una zuffa presso Spezia tra fascisti e arditi del popolo (N. 41).
20 febbraio – A Migliorina di Carpi (Modena) un fascista è ridotto in fin di vita da comunisti. Sciopero di protesta (!!). Grave conflitto a San Martino Siccomario (Pavia) (N. 44).
27 febbraio – Cinque feriti in una rissa tra fascisti e comunisti a Piano del Voglio (Bologna). A Pola un giovane fascista, Martino Oravich, è ucciso a colpi di pietra dai comunisti. A Colonnata (Carrara) un socialista è ucciso di notte da sconosciuti (N. 50).
6 marzo – Fascista mortalmente ferito da comunisti a Bibbiena.
7 marzo – A Scandiano, il sindaco socialista spara contro alcuni fascisti. A San Martino Secchia in un conflitto tra fascisti e socialisti è ucciso il fascista Pio Lanfrognini. Sciopero generale di ventiquattro ore a Genova (N. 56).
13 marzo – A Pieve Ottoville (Parma) battaglia tra comunisti e fascisti: 2 morti e 6 feriti gravi. A Coenza (Parma) altra battaglia: un morto e 2 feriti (N. 62). Ad Albareto (Modena) battaglia tra fascisti e comunisti: un morto e alcuni feriti. A Pulanello (Reggio Emilia) conflitto tra fascisti e comunisti. Un morto (N. 62).
27 marzo – Per il terzo anniversario della fondazione dei Fasci convengono a Milano dalla provincia migliaia di fascisti. In una improvvisa e violenta zuffa fra comunisti e fascisti in via Poliziano è ucciso un fochista ferroviario (N. 73).
29 marzo – Lo studente fascista, Valter Branchi, di anni 16, è ucciso a Parma dai sovversivi dopo un corteo fascista. A Livorno scoppia una bomba lanciata da una casa sopra un gruppo di componenti della Società Sportiva “Pro Livorno”: 6 feriti (N. 76).
3 aprile – Il Municipio di San Calogero (Catanzaro) è assalito da contadini per protestare contro l’applicazione della tassa focatico: 4 carabinieri, 8 contadini feriti (N. 80).
10 aprile – Presso Grosseto è stato rinvenuto cadavere il fascista Giovanni Migliorini di 19 anni (N. 86).
12 aprile – Aggressioni comuniste contro fascisti a Ricengo e a Gallignano (Crema): alcuni feriti (N. 88).
17 aprile – A Cogozzo di Viadana (Mantova) fascisti e comunisti vengono a battaglia. Un morto e alcuni feriti (N. 92). A Vasorezzo (Milano) un operaio è ucciso in un conflitto con i carabinieri (N. 92).
19 aprile – Un morto e quattro feriti a Trieste in un agguato comunista contro i fascisti. Un morto e due feriti a Montaione (Firenze) in una battaglia tra comunisti e socialisti. A Comate (Voghera) battaglia tra comunisti e fascisti: un morto (N. 94).
21 aprile – Scoppia una bomba in un caffè a Bologna: 6 feriti di cui uno grave (N. 96).
24 aprile – Alcuni fascisti sono aggrediti a Trieste da comunisti sloveni dopo una festa da ballo. Un morto e tre feriti. Ad Abbadia di Montepulciano (Siena) un morto, un moribondo e due feriti in una battaglia tra fascisti e comunisti. Incidenti a Siena e a Firenze (N. 98).
25 aprile – Muore a Milano lo studente fascista Ugo Pepe, ferito il 20 da alcuni arditi del popolo, durante un’aggressione (N. 98).
27 aprile – Undici nazionalisti e due passanti feriti a Ravenna in uno scontro con i repubblicani.
1° maggio – Il bilancio della “Festa del Lavoro”:
Un morto e tre feriti a Bologna. Un morto, un moribondo e cinque feriti ad Aniliano (Savona). Un morto e tre feriti a Romagnano Sesia. Due morti e un moribondo a Megliadino San Vitale (Padova). Un morto e un ferito a Brindisi. 16 feriti a Salerno. Tre fascisti feriti a Bologna. Un morto e parecchi feriti a Rivabella (Bologna). Tre feriti ad Imola. Un fascista ucciso a Toriano (Parma). Un fascista ucciso a Chiaravalle Milanese (Milano). Il 1° maggio ha funzionato il servizio ferroviario ridotto (N. 104).
2 maggio – Un morto e 7 feriti nel Cremonese nei conflitti tra fascisti e comunisti. Muore uno dei feriti a Rivabella (N. 105).
3 maggio – A Gonzaga (Mantova) tre feriti in una zuffa di fascisti con socialisti (N. 106).
8 maggio – A Tabiano (Reggio Emilia) un morto e un moribondo durante un violento scontro di fascisti e comunisti. A Trisenne (Vercelli) un fascista ferito a morte e depredato dai comunisti. Giornata di incidenti nel Cremonese: una trentina di feriti (N. 110).
10 maggio – Conflitto a Borghetto Lodigiano tra fascisti e comunisti: un morto e tre feriti (N. 111).
15 maggio – Il meccanico Luigi Mantelli, simpatizzante fascista, è ucciso a Firenze da sconosciuti. Un fascista è aggredito e derubato a Mantova (Amedeo Moroni). Incidenti clamorosi al Consiglio provinciale di Cremona dove l’on. Farinacci della tribuna del pubblico esorta il Consiglio socialista a dimettersi. Tre attentati terroristici con bombe a Sarzana.
17 maggio – Scontro tra arditi del popolo e fascisti a Brescia. Attentato contro il caffè “Roma” di Trieste. La bomba non esplode (N. 118).
22 maggio – Un nuovo sciopero agricolo nel Bresciano. Scontri tra lavoratori fascisti e contadini scioperanti: un morto e 5 feriti. Tre morti nel Grossetano, di cui due fascisti uccisi a tradimento da ignoti mentre andavano su di un biroccino.
24 maggio – Nel quartiere di San Lorenzo a Roma gli arditi del popolo assaltano a fucilate e bombe a mano il feretro dell’eroe romano Enrico Toti: ne segue una zuffa violenta con le squadre fasciste e nazionaliste che scortano la salma. Tre morti e cinquanta feriti. L’Alleanza del lavoro proclama lo sciopero generale che dà luogo ad altri gravi e sanguinosi incidenti.
26 maggio – Tumulto durante i funerali di un ferroviere a Livorno. I ferrovieri minacciano lo sciopero nel compartimento. Un fascista è gravemente ferito a Borzoli (Genova) in una zuffa con comunisti. Sanguinoso scontro nel Bolognese (a Calderara) fra fascisti e forza pubblica. Un ferito grave a Trieste (N. 125).
30 maggio – Un fascista ucciso e due feriti a Calvatore Cremonese da un comunista.
31 maggio – E’ diramato il seguente comunicato Stefani: “Il presidente del Consiglio, on. Facta in vista dei deplorevoli incidenti di Bologna, ha dato le più energiche disposizioni onde sia in ogni modo impedito il concentramento e lo sconfinamento da provincia a provincia di “bande fasciste”. In pari tempo sono stati impartiti ordini al Prefetto di Bologna perché gli autori dei vandalismi contro le linee telegrafiche e telefoniche siano arrestati e deferiti all’autorità giudiziaria”. Il comunicato riguarda i concentramenti fascisti che si stavano facendo in Romagna e nel Ferrarese nella seconda metà di maggio 1922. Bologna viene divisa in zone affidate all’autorità militare (N. 130). La repressione governativa contro i fascisti è determinata da motivi d’ordine parlamentare, declinandosi già il tentativo collaborazionista.
2 giugno – I dinamitardi del “Diana” vengono tutti condannati dai giurati di Milano. Dura lo sciopero dei metallurgici (N.131).
Una lettera dell’on. Mussolini fa sospendere l’agitazione fascista nel Bolognese. Feriti e contusi in una mischia in un bar a Chioggia. Tafferugli per le vie di Livorno. Scoppia una bomba a Sarzana.
5 giugno – Volta Mantovana è sgombrata dai fascisti (N. 139).
12 giugno – Conflitto a Piombino fra fascisti e comunisti: un morto e vari feriti. Battaglia a Gomenna tra fascisti con comunisti: un morto; due feriti (N. 139).
Un fascista, Antonio Macerati, è trovato cadavere nei fossi della riva destra del Po a Piacenza. L’incendio doloso di Cascina a Gottolengo provoca un conflitto fra fascisti e comunisti. Un morto e due feriti a Serravalle Scrivia (N. 140).
13 giugno – A Vignole è ucciso il Segretario del Fascio di Pizzocomo, Ercole Luchetti (N. 141).
16 giugno – In un’imboscata di sovversivi a Trieste vengono feriti 6 fascisti (N. 144). Il Governo interviene nello sciopero metallurgico per mezzo del ministro del Lavoro onorevole Dello Sbarba. A Cremona in una rissa tra fascisti e comunisti un morto (N. 146).
21 giugno – Giornata di sciopero ad Ancona in seguito ai conflitti del 20 fra fascisti e comunisti (N. 148).
26 giugno – In un’aggressione di comunisti contro un pattuglia di carabinieri cadono morti un milite ed un sovversivo (N. 152).

1922
(Secondo semestre)

2 luglio – Un fascista viene dai comunisti mortalmente ferito e poi muore ad Andria (Bari) (N. 157).
5 luglio – Dimostrazioni di pensionanti contro Giolitti a Torino. Lo sciopero generale che si era voluto inscenare dai comunisti a Roma non riesce (N. 159).
10 luglio – Un fascista viene ucciso a Casalino (Novara) da alcuni comunisti che passavano per la strada. Causa dell’uccisione: un fazzoletto tricolore che il giovanetto portava al taschino. Un morto a Piombino in un conflitto tra anarchici e fascisti (N. 164). 4 morti e vari feriti in un conflitto a Lentini (Siracusa) tra socialisti e carabinieri.
14 luglio – Mobilitazione fascista a Cremona (N. 167). A Castenaso (Bologna) un contadino viene ucciso da sconosciuti e suo figlio gravemente ferito (N. 168).
15 luglio – Il tentativo contro la cosiddetta “Casa paterna” di Miglioli a Cremona provoca una grossa speculazione parlamentare antifascista e le dimissioni del primo gabinetto Facta. Un fascista è ucciso a Mantova da comunisti (N. 169). A Milano il fascista Bernini è ucciso da comunisti (N. 169).
17 luglio – Sciopero generale nel Novarese. Un fascista e due contadini uccisi, vari feriti in un conflitto. Sciopero generale nelle Marche (N. 170).
18 luglio – Nello sciopero delle Marche, un morto non identificato e vari feriti nei conflitti di San Severino. Lo sciopero di Novara si estende a Biella e a Pavia (N. 171).
21 luglio – In un’imboscata comunista un fascista morto e 5 fascisti feriti (N. 173).
25 luglio – Il Segretario del Fascio di Mombello Monferrato, Biquelli Ardengo, ucciso dai comunisti.
26 luglio – Nei conflitti di Ravenna tra fascisti e socialisti, fascisti e repubblicani e forza pubblica, un fascista ucciso, altri 6 morti non identificati e una trentina di feriti (N. 178).
27 luglio – I prefetti di Forlì e di Ravenna ricevono l’ordine di allontanare dalle loro province gli elementi forestieri (N. 179).
29 luglio – Nuovi disordini a Ravenna. Quattro fascisti vengono assaliti da comunisti e gravemente feriti. Il totale dei morti sale a 11.
31 luglio – Lo sciopero “legalitario”. L’Alleanza del Lavoro proclama lo sciopero generale nazionale per il 1° agosto in sostegno del tentativo collaborazionista. Il sindaco socialista di Borgo Panigale pugnala un fascista (N. 182). Turati sale alla Regia per acciuffare il potere sotto la spinta del ricatto sovversivo in piazza.
2 agosto – Lo sciopero generale in tutta Italia si può considerare un insuccesso. Numerosi gruppi di lavoratori protetti dai fascisti hanno potuto lavorare (N. 183). Un fascista ucciso a Bari. Un fascista ucciso in un agguato ad Imola (N. 184).
4 agosto – La sede del Comune di Milano occupata dai fascisti (N. 185). Conflitti, attentati, rappresaglie. Un morto non identificato e 14 feriti a Genova in una zuffa fra fascisti e comunisti.
5 agosto – Giornata di conflitti a Milano. I fascisti cedono il Palazzo del Comune a un Commissario prefettizio. Quattro morti a Parma non identificati. Nelle giornate di Livorno 6 morti e 23 feriti di cui 2 fascisti morti e 10 feriti. Due morti e un moribondo a Pontelongo (Padova) (N. 186). Conflitti a Genova. I poteri vengono assunti dall’autorità militare. Un fascista e un comunista vengono uccisi. C’è un altro morto non identificato (n. 187).
6 agosto – 25 feriti fascisti, in un’imboscata presso Trieste, dai comunisti (N. 187). Un fascista è ucciso a Binasco (Milano) da socialisti. L’ordine pubblico è affidato a Milano all’autorità militare (N. 187).
7 agosto – Un fascista ucciso e due comunisti feriti a Bologna. Comunisti assalgono e feriscono in un’imboscata 7 fascisti presso Siena (N. 188).
17 agosto – Un morto e tre feriti nel Cremasco in un conflitto tra comunisti e carabinieri a Capralba (N. 197).
22 agosto – Tre morti in una zuffa in un’osteria a S. Giovanni in Croce (Cremona), di cui 2 socialisti e un fascista (N. 201).
24 agosto – Un fascista viene ucciso e tre fascisti vengono feriti a Treviso (N. 203).
4 settembre – Un fascista è pugnalato da un comunista a Castiglion dei Pepoli (Bologna) (N. 211).
6 settembre – In un’imboscata a Moncalieri un morto e un ferito, fascisti (N. 214).
11 settembre – A San Nicandro Garganico un fascista viene ucciso da un monarchico. Un fascista mutilato è ucciso a Valdagno (Vicenza) da social-comunisti (N. 218).
18 settembre – Un morto a Santhià (Torino) e tre feriti in una mischia tra socialisti e fascisti. Un morto e 15 feriti a Gallipoli (Lecce) in un conflitto tra socialisti e fascisti (N. 225).
22 settembre – 4 morti e 5 feriti in un conflitto in Calabria tra carabinieri e contadini (N. 229).
30 settembre – L’on. Paolucci presenta una proposta di legge per l’interdizione dai pubblici uffici dei disertori (N. 235). Dimostrazioni di fascisti a Padova contro il Ministro Alessio. Un fascista è accoltellato da un consigliere comunale (N. 235).
2 ottobre – Uno studente fascista è ucciso a Torino in una rissa tra fascisti e comunisti (N. 236). Il Municipio di Bolzano viene occupato dai fascisti. Due fascisti gravemente feriti dai comunisti a Dovadola (Forlì) (N. 237).
3 ottobre – Nei conflitti tra fascisti e comunisti a Fossombrone (Pesaro) tre morti.
9 ottobre – Nei conflitti di Motta San Giovanni (Reggio Calabria), tra arditi del popolo e fascisti, tre morti e 10 feriti tra ambo le parti (N. 242).
10 ottobre – Conflitti a Dergano (Milano) tra fascisti e socialisti: un morto non appartenente ad alcun partito e 10 feriti di cui tre fascisti (N. 243).
11 ottobre – Un morto in uno scontro di fascisti e socialisti a Rionero in Volture (N. 244).
14 ottobre – Il Municipio di Vicenza è occupato dai fascisti (N. 248).
19 ottobre – Un fascista è ucciso dagli arditi del popolo a Castelleone di Suasa (Ancona) (N. 252).
23 ottobre – Comincia il Congresso fascista a Napoli (N. 255). Discorso dell’on. Mussolini a Napoli.
27 ottobre – La mobilitazione generale fascista è proclamata in tutta Italia. Tutti i poteri passano all’autorità militare. Avendo a Cremona i fascisti occupato gli edifici pubblici, la forza li scaccia: 10 fascisti rimangono uccisi (N. 259).
28 ottobre – Lo stato d’assedio è proclamato in tutta Italia (N. 259).
30 ottobre – Avendo S. M.il Re rifiutato di firmare il decreto sullo stato di assedio, l’on. Facta rassegna le dimissioni; le forze fasciste entrano a Roma; l’on. Mussolini riceve l’incarico di formare il Gabinetto (N. 260).

tratto da: http://www.fascismoeliberta.info/phpf/readarticle.php?article_id=4

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